UNA FIGLIA DI NOME SPERANZA
AUTORE: Claudio Vannuccini
 
DESCRIZIONE:

Il 4 settembre del 1982 all’indomani dell’assassinio del generale Dalla Chiesa, in via Carini nel luogo in cui era stato ucciso, apparve una scritta: “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”. Dieci anni dopo Antonino Caponnetto, alla morte del giudice Paolo Borsellino stretto dalla commozione disse: “Me li hanno tolti tutti e due, è finita”. “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Giovanni Falcone Io sono la figlia di ognuno di loro, vivo nel coraggio e nelle idee degli uomini; uomini non eroi! Un giorno di fine maggio una bambina di nome Elena perde suo padre Giovanni e sua madre Francesca, restando sola nella vita. Lei è figlia di una speranza che si perde brutalmente su una lunga strada e non ci sono parole con cui possano confortare il suo dolore, perché è maggio ed i “pollini delle fioriture volano come bugie”. Sola e dimenticata è adottata da un uomo che la porta con sé, lontana da tutti, nella sua villa dorata, circondata da alte mura ed un cancello insuperabile. Lei, la speranza, così segregata si spegne lentamente, perché ancora troppo giovane per affrontare tutta una vita; ed il tempo. Si perderà nella ricerca del ricordo dei genitori, in un luogo che non gli appartiene. Lontana in casa di due giovani in cerca di un futuro, ritroverà in sogno per l’ultima volta, i suoi genitori. «Abbi cura di te» le dirà mamma Francesca, perché è lì che vive la speranza, quello è il mondo a cui appartiene. Il racconto è il disperato grido all’uomo, perché non si arrenda, perché trovi dentro di sé la forza del senso di appartenenza e conservi la dignità di essere umano.
 
€ 10,00
 
PAG. 112
 
ISBN 978-88-87277-81-4
 
In copertina: Stele eretta in memoria di Falcone e Borsellino